MUSEO DIOCESANO

Il Museo diocesano, benché ancora in fase di completamento, consta attualmente di due sezioni, che sono aperte al pubblico e visitabili:
-la pseudocripta;
-il percorso archeologico ipogèo.

1- La pseudocripta, come si evince dalle numerose testimonianze archeologiche e architettoniche attribuibili ad epoche differenti, è il risultato di numerosi interventi iniziati in epoca romano-repubblicana e terminati intorno al XIV secolo, con un processo formativo in buona parte autonomo rispetto a quello della Chiesa cattedrale. Attualmente la pseudocripta consta di due navate allineate in senso trasversale rispetto all'abside, la cui fondazione in opus vittatum risale al V secolo d.C., separate tra di loro da un notevole colonnato, realizzato con numerosi elementi di spoglio. In questi spazi  sono visibili alcuni lacerti di pavimentazione in opus sectile databili alla prima metà del XII secolo e numerosi frammenti di pitture murarie che decoravano le cappelle, risalenti a periodi differenti. Cronologicamente il più antico risulta essere il ciclo pittorico dedicato a san Barbato, collocabile tra la fine del IX  e gli inizi del X secolo. Testimonianze dirette dell'opera di ampliamento del soprastante presbiterio e della pseudocripta, avvenuta intorno alla metà del XII secolo, sono i resti pavimentali in opus tessellatum ed i frammenti di affresco raffiguranti un personaggio con nimbo e due rotoli nella mano sinistra. Al XIV secolo sono datati gli affreschi presenti nella cappella adiacente la fenestrella confessionis che inquadra una tomba. Si tratta del mirabile affresco della Mater Misericordiae  e del frammento con santa Caterina d'Alessandria e devota con rosario ai suoi piedi. Questi,  insieme ai lacerti di affreschi presenti nella parte occidentale della pseudocripta (tra cui un volto di Madonna in trono datato agli inizi del XIV secolo, il busto di un vescovo, una figura di orante ai piedi di una santa e le parziali decorazioni dell'intradosso che simulano il firmamento) testimoniano le ultime fasi prima dell'oblìo, probabilmente dopo il sisma del 1456. La riscoperta dell'area avvenne durante i lavori di ricostruzione della Cattedrale dopo la seconda guerra mondiale.
Nell'allestimento museale tali ambienti ospitano manufatti di assoluto valore storico, artistico e liturgico: la cattedra di san Barbato del VII secolo, in ferro battuto e con tracce di ageminatura in argento; la figura alata datata al XIV secolo, che accompagna per mano un bambino e tiene un agnello con l'altra; le ampolle vitree datate tra il I ed il IV secolo d.C.; le lapidi paleocristiane, tra le quali quella importantissima che attesta il duplice ministero ecclesiale del lector psalmista; i carmi sepolcrali dei principi longobardi di Benevento datati al IX secolo, originariamente posti nel paradiso antistante la Cattedrale e poi reimpiegati tra il XII ed il XIII secolo nell' arcone superiore della facciata parzialmente distrutta dal bombardamento del 1943; una capsella-reliquiario in rame dorato con incisioni di età longobarda; la croce aurea del vescovo Pietro Sagacissimo (secc. IX-X).

2- Il 18 dicembre 2012 è stata inaugurata anche la sezione archeologica del Museo diocesano. Si tratta di un percorso museale realizzato nell' area archeologica presente sotto il piano di calpestìo della Cattedrale, la cui scoperta è avvenuta a partire dal 2005. In quell’anno, infatti, iniziarono i lavori di ristrutturazione del sacro edificio, nel corso dei quali si avviò una sistematica campagna di scavo (durata circa sei anni) e che ha fatto riemergere importanti testimonianze, grazie alle quali successivamente è stato possibile ricostruire la storia del sito dove circa quindici secoli fa, venne edificata la prima Cattedrale di Benevento.
L’odierno edificio, ricostruito tra il 1950 e il 1965, sorge sulle macerie della Cattedrale romanica (secoli XII-XIII) andata distrutta durante i bombardamenti anglo-americani  del settembre del 1943. L’edificio bassomedievale si sovrapponeva, a sua volta, alle strutture della Basilica paleocristiana dedicata alla Dei Genitrix, edificata probabilmente intorno V secolo d. C.. Sulla stessa area, in epoca romano-imperiale, era stato realizzato un consolidamento sul quale si costruì un monumentale edificio identificato come mercato coperto (macellum). La stessa area, a partire dalla metà del III secolo a.C., era occupata da un insediamento abitativo facente parte della colonia latina. La presenza di materiale di reimpiego nelle murature di epoca repubblicana e il ritrovamento di materiali votivi indicano la presenza di un luogo di culto di età sannitica, con un edificio realizzato in blocchi di tufo e dedicato ad una ignota divinità. Questa sequenza di fasi insediative era stata preceduta da periodi di frequentazione risalenti alla preistoria. I manufatti rinvenuti, le tracce relative alla pratica dello sfruttamento agricolo e la presenza di capanne realizzate con una struttura lignea, muratura in argilla e copertura in paglia, fanno pensare ad un insediamento di tipo stanziale fin dal Neolitico Antico (VI -V millennio a. C.), anche se  di insediamento abitativo vero e proprio si può parlare tuttavia, solo con la fondazione della colonia latina (metà del III secolo a. C. circa).
Al termine dell’indagine archeologica, per valorizzazione adeguatamente il sito, con il contributo della Regione Campania e la collaborazione dell’Amministrazione comunale di Benevento, è stato realizzato un percorso museale con evidente scopo didattico. Fin da subito si è pensato di lasciare alcuni reperti in loco, esponendoli nelle teche che si incontrano lungo il percorso. Le  telecamere panoramiche collocate su tutta l’area permettono di “visitare” virtualmente punti dello scavo altrimenti inaccessibili, mentre la presenza dei pannelli didattici  digitalizzati forniscono dettagliate informazioni sulle evidenze archeologiche che si vanno osservando. È inoltre possibile effettuare una visita guidata accompagnati da personale qualificato messo a disposizione dalla Fondazione “Benedetto Bonazzi”-onlus, che ha in affidamento il sito.

SEDE:
Museo diocesano
Piazza Orsini, 33 – 82100 Benevento

ORARIO DI VISITA:
-martedì dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00;
-mercoledì dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00;
-giovedì dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00;
-venerdì dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00;
-sabato dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00.
 

CONTATTI E INFORMAZIONI:
Tel. 0824323345; Cell. 3711951770;
e_mail: museo@fondazionebonazzi.it