Fondazione Benedetto Bonazzi - Onlus
Piazza Orsini, 27 - 82100 Benevento
Italia
Tel.: +39 0824323345 – Fax: +39 0824323349
MUSEO DIOCESANO
Il Museo diocesano è costituito da due sezioni: l’area archeologica ipogèa posta al di sotto dell’aula liturgica della cattedrale e la parte espositiva comprensiva anche della pseudocripta. Il museo narra perciò la lunga storia dell’insediamento urbano della città di Benevento e testimonia la vita della comunità cristiana.
La pseudocripta e il percorso espositivo
La pseudocripta (come si presenta oggi) è il risultato di numerosi interventi strutturali, iniziati in epoca romano-repubblicana e terminati intorno al XIV secolo, con un processo formativo in buona parte autonomo rispetto a quello della chiesa cattedrale. Attualmente essa consta di due navate allineate in senso trasversale rispetto all'abside (la cui fondazione in opus vittatum risale al V secolo d.C.), separate tra di loro da un notevole colonnato, realizzato con numerosi elementi di spoglio. In questi spazi sono visibili alcuni lacerti di pavimentazione in opus sectile databili alla prima metà del XII secolo e numerosi frammenti di pitture murarie che decoravano le cappelle, risalenti a periodi differenti. Cronologicamente il più antico risulta essere il ciclo pittorico dedicato a san Barbato, collocabile tra la fine del IX e gli inizi del X secolo. Testimonianze dirette dell'opera di ampliamento del soprastante presbiterio e della pseudocripta, avvenuta intorno alla metà del XII secolo, sono i resti pavimentali in opus tessellatum ed i frammenti di affresco raffiguranti un personaggio con nimbo e due rotoli nella mano sinistra. Al XIV secolo sono datati gli affreschi presenti nella cappella adiacente la fenestrella confessionis che inquadra una tomba, probabilmente la prima sepoltura di san Barbato (morto intorno al 682). Si tratta del mirabile affresco della Mater Misericordiae e del frammento con santa Caterina d'Alessandria e devota con rosario ai suoi piedi. Tali pitture, insieme ai lacerti di affreschi presenti nella parte occidentale della pseudocripta (tra cui un volto di Madonna in trono datato agli inizi del XIV secolo, il busto di un vescovo, una figura di orante ai piedi di una santa e le parziali decorazioni dell'intradosso che simulano il firmamento) scandiscono le ultime fasi prima dell'oblìo, forse in seguito al sisma del 1456. La riscoperta dell'area avvenne durante i lavori di ricostruzione della cattedrale dopo la seconda guerra mondiale. Nell'allestimento museale tali ambienti ospitano manufatti di assoluto valore storico, artistico e liturgico: la cosiddetta cattedra di san Barbato del VII secolo in ferro battuto e con tracce di ageminatura in argento; la scultura marmorea del XIV secolo raffigurante una figura alata, che accompagna per mano un bambino e tiene un agnello con l'altra; le ampolle vitree datate tra il I ed il IV secolo d.C.; le lapidi paleocristiane, tra le quali quella importantissima che attesta il duplice ministero ecclesiale del lector psalmista; i carmi sepolcrali dei principi longobardi di Benevento datati al IX secolo (originariamente posti nel paradiso antistante la cattedrale e poi reimpiegati tra il XII ed il XIII secolo nell' arcone superiore della facciata parzialmente distrutta dal bombardamento del 1943); una capsella-reliquiario dell’VIII secolo in legno ricoperto di una lamina di rame dorato con incisioni di allusioni battesimali; la croce aurea del vescovo Pietro Sagacissimo (morto nel 914). Le ulteriori sale in sequenza riguardano i vescovi e gli arcivescovi di Benevento; la vita liturgica nella quale sono esposti i frammenti degli amboni del duomo degli inizi del secolo XIV, opera dello scultore Nicola da Monteforte, e una copia del rotolo di Exultet della Biblioteca Casanatense utilizzato durante la veglia pasquale; la vita religiosa che focalizza i temi del culto eucaristico, della devozione ai santi e delle vesti liturgiche; la vita amministrativa di un ente ecclesiastico (la mensa arcivescovile), di un complesso monastico (il monastero urbano di San Modesto) e di un luogo pio (il conservatorio della Santissima Annunziata) nei secoli XVII-XVIII; la figura e l’opera dell’architetto e sacerdote beneventano Saverio Casselli. Non poteva mancare poi un’area specifica dedicata alla munificenza dell’arcivescovo card. Vincenzo Maria Orsini verso la chiesa di Benevento (“la dilettissima Sposa”, come era solito definirla!). Trasferito da Cesena alla sede beneventana nel 1686, benché eletto papa il 29 maggio 1724, egli ne conservò la titolarità sino alla morte nel febbraio 1730. Quivi sono collocati manufatti di assoluto valore liturgico, devozionale e artistico, quali l’ostensorio di corallo, la rosa d’oro, il reliquiario della Santa Sindone. Il fiore all’occhiello del museo è costituito dalla sala multimediale che permette approfondimenti tematici con tecnologia informatica. E non solo; nell’area sono esposte anche riproduzioni di manoscritti conservati presso la Biblioteca Capitolare in scrittura beneventana e di testimonianze del canto beneventano, nonché la copia in 3D della porta di bronzo della cattedrale (sec. XII).
La sezione archeologica
Il 18 dicembre 2012 venne inaugurata la sezione archeologica del museo diocesano, che propone un percorso di visita realizzato proprio nell' area archeologica al di sotto del piano di calpestìo della cattedrale, che è stata portata alla luce a partire dal 2005. In quell’anno, infatti, iniziarono i lavori di ristrutturazione del sacro edificio, nel corso dei quali si avviò una sistematica campagna di scavo (durata circa sei anni) e che ha fatto riemergere importanti testimonianze, grazie alle quali successivamente è stato possibile ricostruire la storia del sito dove circa quindici secoli fa, venne edificata la prima cattedrale di Benevento.
L’odierno edificio, ricostruito tra il 1950 e il 1965, sorge sulle macerie della cattedrale romanica (secoli XII-XIII) andata distrutta durante i bombardamenti anglo-americani del settembre del 1943. L’edificio bassomedievale si sovrapponeva, a sua volta, alle strutture della Basilica paleocristiana dedicata alla Dei Genitrix, edificata nel V secolo d.C.. Sulla stessa area, in epoca romano-imperiale, era stato realizzato un consolidamento sul quale si costruì un monumentale edificio identificato come mercato coperto (macellum). Il medesimo sito, a partire dalla metà del III secolo a.C., era occupato da un insediamento abitativo facente parte della colonia latina. La presenza di materiale di reimpiego nelle murature di epoca repubblicana e il ritrovamento di materiali votivi indicano la presenza di un luogo di culto di età sannitica, con un edificio realizzato in blocchi di tufo e dedicato ad una ignota divinità. Questa sequenza di fasi insediative era stata preceduta da periodi di frequentazione risalenti alla preistoria. I manufatti rinvenuti, le tracce relative alla pratica dello sfruttamento agricolo e la presenza di capanne realizzate con una struttura lignea, muratura in argilla e copertura in paglia, fanno pensare ad un insediamento di tipo stanziale fin dal Neolitico Antico (VI -V millennio a. C.), anche se di insediamento abitativo vero e proprio si può parlare tuttavia, solo con la fondazione della colonia latina (metà del III secolo a. C. circa).
Al termine dell’indagine archeologica, per valorizzazione adeguatamente il sito, con il contributo della Regione Campania e la collaborazione dell’Amministrazione comunale di Benevento, è stato tracciato un percorso museale a finalità prevalentemente didattica. Fin da subito si è pensato di lasciare alcuni reperti in loco, esponendoli nelle teche che si incontrano lungo il percorso. Le telecamere panoramiche collocate su tutta l’area permettono di “visitare” virtualmente punti dello scavo altrimenti inaccessibili, mentre la presenza dei pannelli didattici digitalizzati forniscono dettagliate informazioni sulle evidenze archeologiche che si vanno osservando.
L’ingresso è ubicato in piazza Orsini, 33, accanto alla fontana e alla statua di papa Orsini, e si snoda attraverso le emergenze archeologiche della basilica medievale di San Bartolomeo. L’area, scavata e sistemata a cura dell’Amministrazione comunale di Benevento nel Programma Integrato Città Sostenibile all’interno dei “Percorsi della storia: la città dei santi”, è stata resa disponibile per la fruizione del museo diocesano dal 22 dicembre 2023.
SEDE:
Museo diocesano Piazza Orsini, 33 - 82100 Benevento
martedì
Modalità di visita: Per le particolari caratteristiche del sito le visite sono guidate da personale qualificato messo a disposizione dalla Fondazione “Benedetto Bonazzi” Ente di Terzo Settore, che ha in affidamento il museo.
Contatti, informazioni e prenotazioni:
Tel. 0824323345; Cell. 3711951770
e-mail: museo@fondazionebonazzi.it; beniculturali@diocesidibenevento.it
sito: www.fondazionebonazzi.it
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